I Kill Giants

di Joe Kelly
Artwork: Ken JM Niimura
Caterina Marietti (trad. fumetto) e Andrea Petronio (trad. materiale extra)
Bao Publishing

Il mondo si è spaccato in due e solo una bambina straordinariamente fragile e caparbia può impedirgli di spezzarsi definitivamente. Barbara Thorson fa la quinta elementare, ama il fantasy e i giochi di ruolo, non ha molti amici e ha un segreto. È la custode del martello incantato Coveleski, il distruttore di giganti. Barbara dorme in cantina, perché al primo piano di casa sua si nasconde un orrore tanto terrificante che lei non osa salire quelle scale. "I Kill Giants" è una storia che vi trasformerà. Da questa storia è tratto il film di Anders Walter, sceneggiato da Joe Kelly.

La lettura è stata una vera sorpresa. Non avevo aspettative, non avevo letto recensioni. Sono stata attirata del libro in biblioteca. Bibliomanzia. Era proprio il suo momento.

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La storia di una ragazzina di 5 elementare, con una grande immaginazione che affronta un momento molto difficile nella sua vita. Chiusa dentro ai suoi libri e ricerche sui giganti, giocatrice master di D&D. A scuola si isola, risponde agli insegnanti e passa ogni giorno dal preside. Viene anche perseguitata dalla bulla della scuola ma la nostra protagonista è una che tiene testa e non si lascia calpestare. La psicologa della scuola non riesce a farla schiudere. Nessuno pare riuscirsi. A casa qualcosa non va ma a noi lettore non è dato sapere, solo immaginare. Lei non riesce ad affrontare le scale che a casa portano al secondo piano. È sempre fuori, ossessionata dalla lotta ai giganti, preparandosi al loro arrivo. Lei è l’unica che può sconfiggerli.

L’arrivo di una nuova vicina, che proverà a diventare sua amica, cambia lo scenario. Sarà lei a capire quello che Barbara si porta dentro. E a provare ad aiutarla. Peccato che questo sia proprio il momento in cui un gigante arriva. Non uno qualsiasi ma un vero titano contro cui Barbara niente può. Ma dopo la tempesta torna sempre il sereno. Ed è proprio grazie alla tempesta che Barbara capisce che deve salire le scale per godersi la vita, finché c’è.

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Una graphic novel che ci parla di uno dei peggiori incubi dei ragazzi (e non solo): la morte di un genitore. Ci racconta tutta la rabbia, l’isolamento, la desolazione e la tristezza. Ci illustra su come l’amicizia e la vicinanza siano le sole cose che possano rompere la corazza che ci costruiamo per stare nel dolore. E, una volta scheggiata quella corazza, si possa finalmente lasciare entrare la luce a una nuova consapevolezza. Perché, sebbene arriverà il terribile momento del saluto, non si può perdere di vista la cosa più importante. La vita.

Come elementi secondari, ma non meno importanti, il bullismo a scuola, la solitudine, la diversità. Barbara non è una ragazza comune. Ama il fantasy e i giochi di ruolo. Critica le ragazze che parlano di trucchi, moda ecc. Ma allo stesso tempo gli autori ci regalano una bellissima tavola in cui Barbara osserva la propria pancia dopo aver sentito l’importanza di avere la pancia piatta se vuoi metterti una maglietta corta. Quindi, in fondo, è una ragazza come tutte. Con le stesse ansie e preoccupazioni.

Poi viviamo il mondo della scuola con insegnanti che inviano di continuo Barbara dal Preside. Nessuno riesce ad avvicinarla. Importante il ruolo della psicologa della scuola, finalmente valorizzata.

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