Giugno è un mese strano. La luce resta accesa fino a tardi, l’aria profuma d'estate e una parte di noi è già proiettata verso il miraggio delle vacanze. Eppure, spesso, il corpo e la mente sono ancora bloccati alla scrivania, intrappolati in quella stanchezza accumulata durante l'anno che ci fa sentire frammentati, sovraccarichi e decisamente troppo sensibili al rumore del mondo.
Quest'anno ho fatto una scelta insolita: sono andata in ferie subito dopo la fine della scuola. Era da tantissimi anni che non partivo a inizio giugno, ma questa volta era una necessità assoluta per due motivi precisi. Il primo è puramente economico, legato alla convenienza di viaggiare fuori dall'alta stagione. Il secondo, molto più profondo, riguardava la mia stanchezza: il mio corpo e la mia mente – soprattutto la mia mente - gridavano letteralmente per avere un po' di respiro.

Chi mi ha seguita sui social nei giorni scorsi sa che ho trascorso queste giornate al mare. Eppure, le mie letture hanno deciso di portarmi altrove. Mentre i miei piedi erano sulla sabbia, la mia mente si è rifugiata tra la verticalità delle montagne e la solidità degli alberi. Non è stato un caso: mi sto immergendo nella preparazione del mio prossimo workshop "Sii albero", e cercavo pagine capaci di radicarmi.
Oggi voglio consigliarvi la mia personale "tripletta perfetta" contro il sovraccarico mentale. Vi parlerò di due dei libri che ho divorato durante questo stacco e di un terzo romanzo, letto tanto tempo fa, ma che è tornato a bussare alla mia porta perché assolutamente necessario a chiudere il cerchio di questo percorso terapeutico.
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"Le chiamava persone medicina" di Gio Evan.

🌸 Perché fa bene all’anima
Questo racconto è uno specchio prezioso per chiunque si sia mai sentito fuori posto o troppo fragile per i ritmi e i rumori della città. Attraverso gli occhi del protagonista, un bambino ipersensibile di 11 anni che d'estate si rifugia nel silenzio della montagna, il libro esplora il senso di non appartenenza verso i coetanei e la fatica di abitare la propria vulnerabilità. La montagna diventa una scuola di vita e un contenitore sicuro, dove la solitudine smette di essere un peso e si trasforma in uno strumento di guarigione.
"La terapia fu la solitudine, fu la vetta degli Appennini, lassù in cima alla montagna è difficile che vengano a tormentarti. Gli uomini malvagi non sanno arrampicare".
🔑 I punti chiave:
· Abbracciare l'ipersensibilità: convalida il bisogno di staccarsi dal caos per proteggere la propria energia emotiva e offre una validazione emotiva profonda a chi si sente sopraffatto dagli stimoli del mondo moderno.
· Affrontare le proprie ombre: gli insegnamenti della nonna mostrano come stare nel buio senza averne paura.
· Integrare la saggezza interiore: unisce la memoria delle radici (i vecchi montanari) alla consapevolezza dell'età adulta (i curanderos), aiutando il lettore a ricucire il proprio passato.
· Riscoprire la solitudine come cura: trasforma l'isolamento in una scelta consapevole di ricarica energetica, proprio come faceva il protagonista in montagna.
· Onorare le radici e la saggezza antica: celebra la figura della nonna, custode di un tempo lento che guarisce.
"Devi imparare a essere prima di tutto te. Poi puoi diventare tutto il resto".


✂️ Le connessioni con il SoulCollage®
A livello profondo e simbolico, questo racconto tocca da vicino la Dimensione dei Testimoni (gli antenati e i mentori) e la Dimensione Psicologica (il nostro Bambino Interiore), due cardini fondamentali del SoulCollage®. La storia del protagonista ci mostra visivamente come sia possibile affiancare alla nostra versione "bambina" più sensibile e vulnerabile la figura solida di un mentore o di un'antenata (proprio come la nonna del libro), capace di proteggerla e farla fiorire. È una narrazione che richiama l'unione spontanea tra la nostra parte più fragile e un custode saggio.
"Nel cuore di Yamato" di Aki Shimazaki

🌸 Perché fa bene all’anima
Questo romanzo corale agisce sulla nostra capacità di integrare i segreti e le diverse prospettive della vita. Spesso affrontiamo lo stress o il burnout perché cerchiamo di aderire a un'immagine rigida di perfezione o di dovere verso gli altri, soffocando i nostri veri desideri. La struttura stessa del libro, dove cinque voci diverse si passano il testimone per raccontare la stessa storia da punti di vista differenti, è una metafora terapeutica potentissima.
Queste pagine agiscono sul lettore attraverso la sua straordinaria delicatezza formale. La scrittura di Shimazaki è pulita, priva di fronzoli e densa di spazi bianchi, offrendo un immediato sollievo a chi ha la mente sovraccarica di pensieri. La storia ci invita a riflettere sulle maschere che indossiamo ogni giorno per compiacere la società, il lavoro o la famiglia, a discapito della nostra reale identità.
"Cala il silenzio. Guardo la finestra, come se fossi in un sogno. Grossi fiocchi di neve volteggiano nel vento. Sembra un turbinio di petali."
🔑 I punti chiave:
· Alleggerire il carico mentale: lo stile minimalista dell'autrice rallenta il ritmo della lettura, agendo come una vera meditazione letteraria.La prosa essenziale e pulita di Shimazaki calma la mente sovraccarica, traghettando il lettore verso un senso di accettazione e di profonda pace interiore.
· Accettare la complessità delle relazioni: ci insegna che non esiste una sola verità e che ogni persona porta con sé un vissuto invisibile che ne determina le azioni,
· Esplorare i ruoli sociali: invita a riflettere su quante maschere indossiamo per compiacere la famiglia o la società.
· Esplorare il conflitto tra dovere e desiderio: aiuta il lettore a chiedersi quanta della sua stanchezza attuale derivi dal tentativo di soddisfare le aspettative altrui.
· Accettare l'imperfezione delle storie familiari: invita a guardare i segreti e le ferite del passato con uno sguardo pacificato.
"Nel cuore di ognuno c’è un giardino segreto che nessuno può calpestare, il luogo in cui custodiamo la nostra verità più profonda."


✂️ Le connessioni con il SoulCollage®
Questo romanzo, esplorando le dinamiche relazionali, i ruoli sociali e i legami familiari, si collega profondamente alla Dimensione del Comitato del SoulCollage®. Le figure chiave che lasciano un'impronta indelebile nella nostra vita. Come i personaggi del libro, ogni membro del nostro Comitato rappresenta un seme piantato nel nostro giardino segreto interiore; parti di noi che si riflettono negli altri e che, attraverso le maschere quotidiane o i silenzi condivisi, ci aiutano a definire chi siamo davvero.
"Il silenzio degli altopiani" di Loris Giuriatti

🌸 Perché fa bene all’anima
Un viaggio epico e intimo che attraversa il secolo scorso, portando a galla il peso dei sensi di colpa, delle promesse giovanili e dei grandi sacrifici. Seguendo la vita del protagonista – dall'incidente che rovina la famiglia alla trincea, dalla prigionia all'emigrazione in America per amore di Mina – il lettore si immerge in una storia di resilienza straordinaria. Il fulcro terapeutico esplode nel momento del ritorno, quando la venuta di un carabiniere trasforma l'indagine in un ascolto paziente, permettendo al protagonista di liberare finalmente i propri segreti prima che la storia si compia.
Questo romanzo agisce come un potente attivatore di consapevolezza per chiunque stia trattenendo un "segreto" o un peso emotivo del passato che toglie il respiro. Il libro mostra come il silenzio possa a volte diventare una prigione, ma anche come la condivisione della verità sia la chiave per la guarigione.
"Mettere piedi a Elis Ailand era come quando in guerra eri sulla terra di nessuno e vedevi la trincea a due metri di distanza, ma non ci potevi arrivare."
🔑 I punti chiave:
· Perdonare i propri errori del passato: la colpa giovanile del protagonista e la sua promessa di riscatto risuonano in chiunque porti il peso di un vecchio errore.
· Trovare la forza nella vulnerabilità: dimostra che il vero epilogo di una vita non sta nel nascondersi, ma nel trovare qualcuno che sappia ascoltare la nostra storia con pazienza e senza giudizio. Mostra che raccontare la propria verità non ci rende deboli, ma ci restituisce dignità e libertà.
· Resistere alle tempeste della vita: la profonda amicizia con Tito e il legame inscindibile con la propria terra d'origine offrono al lettore due grandi ancore di radicamento interiore.
· Sganciare i pesi del passato: incoraggia il lettore a fare pace con la propria storia, anche con le ferite più vecchie e nascoste.
"Ci sono verità che non chiedono perdono, chiedono solo di essere finalmente ascoltate."


✂️ Il ponte verso il SoulCollage®
La struttura di questa storia tocca in modo magistrale la Dimensione dei Testimoni (le radici storiche, la memoria della terra, l'amicizia fraterna con Tito che segna l'esistenza) e la Dimensione dell'Ombra (i segreti custoditi per anni e il senso di colpa per l'incidente iniziale). Il protagonista incarna perfettamente l'archetipo dell'Eroe Resiliente: un uomo che attraversa le guerre e gli oceani mantenendo fede a una promessa del cuore, mostrandoci come ogni singola prova della vita non faccia altro che aggiungere una nuova, fondamentale carta al mazzo della nostra identità profonda.
Trovare la propria montagna
La bellezza della biblioterapia sta nella sua capacità di ricordarci che le storie degli altri sono, in fondo, anche le nostre.
Non importa se in questo momento ti trovi fisicamente al mare, in città o bloccata/o dietro una scrivania. Quello che conta è la capacità di concederti, anche solo attraverso una pagina scritta, la tua personale "ora di aria".
I libri non cancellano la stanchezza di un anno intero, ma aprono finestre. Sta a noi decidere di affacciarci e iniziare a respirare.

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